Le terapie intensive salvano la vita riducendo la mortalità.

La mattina di sabato 15 novembre ho pubblicato sul mio profilo Facebook il seguente “post”. Con mia grande sorpresa è stato condiviso numerose volte ed è stato anche ripreso da fonti di stampa locali. Ne ripropongo qui il testo. La prossima volta cercherò di impegnarmi di più scrivendo meglio…

Forse una cosa non è chiara: se i pazienti non venissero ricoverati nelle terapie intensive, morirebbero praticamente tutti.

A tutte le età.

Analogamente per i pazienti ricoverati nelle terapie sub intensive: se non fossero curati con ossigeno concentrato, ventilazione meccanica anche non invasiva e farmaci idonei, morirebbero in elevata percentuale.

Lo stesso ossigeno concentrato, erogato nei reparti di degenza, è un farmaco salvavita: che salva la vita.

Non ci fosse, ci sarebbero più morti.

Proviamo a considerare “morti mancati” i pazienti ricoverati nelle terapie intensive.

Cento anni fa, ai tempi della “spagnola”, la gente moriva perché non c’erano queste terapie.

Pensiamoci quando diciamo che, in fondo, la mortalità è bassa: la mortalità è bassa perché i pazienti vengono curati efficacemente. E comunque qualcuno muore lo stesso.

Mi fermo qui, lasciando a voi le considerazioni, ad iniziare dal fatto che un domani, malauguratamente, tutti noi potremmo trovarci con la necessità di trovare spazio nelle terapie intensive...

Il post originale dalla mia pagina Facebook.

Post Tagged with , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dimostra di essere un umano e non un robot, completa questa operazione: *