Si può essere critici sul PNRR?

Qualche pensierino sul PNRR…

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) con le sue missioni salienti (“Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura”, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, “Istruzione e ricerca”, “Inclusione e coesione” e “Salute”) porterà in Italia tanti, tantissimi soldi, una parte dei quali dovrà essere restituita.

Ci si può dichiarare “critici” nei confronti di questo Piano?

Faccio l’esempio di un progetto, senza esprimere un mio parere sul progetto stesso, che molto ha fatto e fa discutere a Trieste: la realizzazione della Cabinovia Trieste-Bovedo-Opicina. Cito questo progetto perché, nonostante sia stato approvato a livello ministeriale, raccoglie pesanti critiche che hanno portato perfino a raccogliere delle firme per un referendum cittadino (richiesta respinta) e vede proposte di opere alternative da realizzarsi con gli stessi fondi.

Perché cito la Cabinovia? Perché sulla realizzazione della Cabinovia a Trieste si discutere animatamente e in tanti non la ritengono un’opera valida, mentre sulla validità di altri innumerevoli progetti in Italia negli altri campi d’azione del PNRR non si ha percezione di problematiche che potrebbero comunque sussistere.

Quindi?

Quindi io inizio ad osservare il PNRR con senso critico e con qualche preoccupazione sulla reale efficacia delle opere che con esso si vogliono realizzare, ben consapevole che il piano sia parte della più ampia “Agenda Draghi”.

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