Commento a caldo sul risultato del Referendum costituzionale

La notte fra il 21 e il 22 settembre non riuscivo a dormire. Quel giorno e il giorno prima si era tenuto il Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Quel lunedì è stata, per me, una giornata di intenso lavoro. Non avevo avuto modo di ascoltare commenti al risultato referendario. Mi sono alzato ed ho scritto, di getto, queste righe a commento al risultato al Referendum. Con mia sorpresa ho raccolto numerosi e significativi “mi piace” anche bipartisan. Sono poche righe, scritte di getto in una notte insonne su un “social” come Facebook, ma mi sembra opportuno riportarle anche qui.

Lo prendo come un fatto personale.

Butto giù qualche riflessione, a caldo, in una notte insonne.

La netta vittoria del SI al Referendum costituzionale mi ha inizialmente offeso, ma poi mi ha fatto pensare.

Ho rivisto i miei oltre quattro anni di consigliere comunale a Trieste.

Ho rivisto tante piccole battaglie portare avanti da me e da altri Colleghi.

Ho ripensato al lavoro che in tanti abbiamo svolto, spesso con entusiasmo, magari anche raggiungendo dei piccoli risultati.

Considero le tante richieste di cittadini di cui ci si fa portavoce, per cui si chiede, si ottengono delle promesse, magari anche con qualche atto formale, come può essere una mozione approvata all’unanimità o fatta propria dalla Giunta.

E poi?

Poi nulla. Nulla anche se continui ad insistere.

E allora?

Ha ragione la stragrande maggioranza degli elettori: mandateci a casa!

Mandateci a casa tanto il nostro lavoro è inutile! Inutile e costoso! Come hanno ridotto il numero di parlamentari è giusto che riducano il numero degli eletti nei consigli subordinati: già l’hanno promesso. Ora è chiara la volontà popolare.

Chi comanda sono altri a cui le nostre opinioni non interessano, che non ascoltano le richieste dei cittadini di cui, in questo caso, i consiglieri comunali sono rappresentati.

Allora riduciamo le seccature: riduciamo il numero degli eletti!

Poi, però, ci ripenso e rivedo ancora tutto il lavoro che in tanti abbiamo fatto e capisco che se ha vinto il SI è perché l’immagine che circola della politica è sbagliata.

C’è tanto da fare: bisogna ripartire con quell’entusiasmo che non è mai mancato.

Anche se il sistema è avverso bisogna continuare a rappresentare chi, votandoti, ti ha dato un mandato.

Ora torno a dormire: ieri è stata una giornata dura, domani lo sarà ancora di più!

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