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Durerà a lungo. Sta già durando da tempo, da troppo tempo.
Cambierà le nostre vite. Ha già cambiato le nostre vite.
Un po’ come Černobyl nel 1986.
Sono già cambiati i rapporti interpersonali: ci si guarderà con sospetto, diffidenza, paura.
Cambieranno le nostre abitudini, i nostri comportamenti.
A tutti i livelli ci saranno delle ripercussioni che possiamo già vedere
Saranno in tanti quelli che si infetteranno, quelli che si ammaleranno, quelli che avranno bisogno di cure ospedaliere, quelli che necessiteranno di terapie intensive. Potremmo persino arrivare ad abituarci a numeri a tre, a quattro cifre, anche su territori piccoli.
Ci sarà anche chi morirà: una piccola parte, morirà. E poco importa che siano vecchi e già malati. La loro campana suonerà anche per noi.
Si muore anche oggi, a tutte le età, in tanti, di innumerevoli cause: incidenti stradali, patologie cardiovascolari, neoplasie, malattie degenerative, violenze,… Non siamo più abituati a riconoscerlo, ce lo neghiamo, ma basta pensarci… Forse è per rimuovere la paura, per vincerla, che non ci pensiamo, che allontaniamo i ricordi…
Il turismo rischia di tornare indietro di decine di anni e tutto quanto ruota attorno a questa industria avrà pesanti ripercussioni.
Ci si muoverà meno, molto meno: molte meno persone valicheranno i confini, anche se questi dovessero rimanere aperti.
Forse l’inquinamento ne troverà giovamento.
Cambierà l’economia: anche se tutto dovesse risolversi, difficilmente l’estate scioglierà il gelo economico e che si sta formando, che si è formato in questo strano inverno.
Ma quello che più importa è che cambieremo noi. Stiamo già cambiando. Siamo più soli. Non abbiamo più riferimenti, non abbiamo più certezze, non abbiamo più maestri da seguire con fiducia, bombardati come siamo da centinaia di informazioni contrastanti che non siamo più abituati a filtrare criticamente. Abbiamo paura.
Ed è questo forse il danno maggiore che porta questo virus e su cui ci sarebbe di più da lavorare: dovremmo vaccinarci, trovare gli anticorpi per debellare questa grande paura.
Da parte mia cercherò di continuare ancora a vivere come ho sempre fatto. Certamente, se in un supermercato non ci fosse quello che cerco, comprerò quello che trovo; se mi obligheranno a portare la mascherina, la porterò; se venissi in contatto stretto con un infetto mi metterei spontaneamente in quarantena…
Andiamo avanti con fiducia nell’affrontare quello che la vita, Dio per chi crede, ci darà da vivere.