Salute (cura delle persone)

Programma per la Sanità

Faccio il medico da più di 20 anni… Anche per questo non mi piace parlare in modo impersonale di “Sanità” o di “Salute”. Credo sia necessario ripartire dalle persone: dagli ammalati, dagli anziani che di questi servizi hanno bisogno, dalle persone sane che tali devono rimanere anche grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, da chi deve affrontare situazioni particolari come una gravidanza. Tutte esigenze che trovano una controparte negli operatori della sanità, che devono a loro volta poter lavorare nel miglior modo possibile avendo a disposizione tutto quanto necessario per la cura delle persone loro affidate.

Nell’ambito medico stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti e di scoperte scientifiche: nuovi farmaci, nuovi mezzi diagnostici, nuove tecniche di cura e nuove apparecchiature permettono una vita più lunga e con più benessere. A Trieste abbiamo la fortuna di avere chi è all’avanguardia a livello internazionale in settori di ricerca di interesse biomedico, una ricerca che ora può e deve essere applicata anche sul piano clinico che trova una concentrazione unica nello scenario italiano ed europeo.

Cattinara: cittadella della salute”

A Trieste abbiamo una grandissima opportunità per riorganizzare i servizi sanitari: con i fondi a disposizione si potrà creare una sorta di “Cittadella della salute”.

Questa “Cittadella” potrebbe riunire l’attuale ospedale di Cattinara assieme ai reparti e alle strutture presenti nell’IRCCS (Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) “Burlo Garofolo”. Si verrebbe così a creare un grande “hub ospedaliero”, in grado di collaborare con gli istituti dell’Area di Ricerca per portare l’innovazione al letto del paziente, potenziando i servizi e a costi minori. A questo “Ospedale scientifico” non potrà mancare l’innovazione portata dalla “Medicina molecolare”, il cui sviluppo si rende necessario per rimanere competitivi ed a livelli d’avanguardia rispetto alla medicina mondiale e capaci di attirare pazienti dagli stati confinanti che a breve entreranno a pieno titolo in “Europa”.

Per edificare le nuove strutture previste non sono però sufficienti i fondi messi a disposizione: ci deve essere un progetto definito a lungo termine e la partecipazione attiva di chi poi vi lavorerà all’interno. Il mio impegno verterà anche su questo fronte: garantire che le nuove strutture siano progettate assieme ai medici e al personale che vi lavorerà. Ritengo che l’edificazione della “cittadella della salute” debba tener conto da subito del parere vincolante degli operatori sanitari destinatari delle strutture.

Sviluppo della sanità territoriale

Alla “cittadella della salute”, riservata alle criticità e alle urgenze, deve essere affiancato un sistema territoriale riorganizzato e potenziato per erogare cure a domicilio o presso i distretti evitando inutili e talora pericolosi ricoveri ospedalieri.

L’assistenza domiciliare agli anziani va sostenuta e implementata promuovendo così anche risposte adeguate alle esigenze di carattere sociale. Va immaginato anche un sistema di visite specialistiche a domicilio. Vanno inoltre pensate soluzioni per quei pazienti cronici che necessitano di una cura non erogabile a domicilio e che non richiedono trattamenti ospedalieri.
Va immaginata anche una maggiore integrazione fra sanità e volontariato sociale.

Tutto questo, però, ha un costo. In questi tempi di crisi è facile sentir parlare di “tagli alla sanità”. Sarà mio impegno cercare la soluzione affinché a tutti sia garantita la massima attenzione e la miglior cura possibile migliorando l’efficienza del sistema sanitario triestino.

Sistema informativo regionale

Nell’era digitale non è più ammissibile che i “computer non si parlino”. Ritengo vada riorganizzato il sistema informativo regionale affinché, pur salvaguardando il diritto alla privacy,  tutti i referti sanitari siano facilmente accessibili in rete. Sarà così possibile, per il medico di medicina generale o per il medico ospedaliero, aver facile accesso ai referti e alle eventuali immagini degli esami clinici e strumentali effettuati negli ospedali o nelle strutture convenzionate della regione, cosa che semplifica, accelera e migliora notevolmente il lavoro.

2 Responses so far.

  1. Laura ha detto:

    Concordo, sono anch’io una professionista sanitaria e trovo assolutamente necessario riorganizzare le risorse ma senza fare tagli non ragionati in base alle esigenze della popolazione. Riducono i posti letto per risparmiare ma devono potenziare al meglio le potenzialità ancora nascoste del territorio perchè è proprio lavorando sul territorio che si possono evitare gli accessi inutili in Ps che portano, causa una medicina difensiva dei medici, al ricovero ordinario. Purtroppo devo dire che l’istituzione del Medico di Medicina Generale va cambiata…. bisogna sensibilizzarli alla presenza a domicilio perchè non basta prescrivere una terapia o un esame senza “osservare” la persona… Un mio sogno è quello che la figura del MMG torni ad essere il medico che era anni fa quando non c’erano tante tecnologie ma bastava un suo sguardo e il paziente veniva capito e curato…. Sarebbe un sogno poter lavorare al fianco di una persona così….

  2. Marco Gabrielli ha detto:

    Laura: grazie per il commento!
    Non è oggi facile fare il Medico di Medicina Generale anche a causa di quella “medicina preventiva” che tu riconosci essere causa di un eccesso di accessi al PS e di ricoveri ordinari. Concordo con te che qualcosa vada cambiato: un piccolo passo in avanti potrebbero essere, ad esempio, le visite specialistiche a domicilio o un più facile accesso a quella diagnostica che si può eseguire nella casa del paziente. Soluzioni si possono cercare, basta volerlo.

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