Questione di “stile”

In tanti sanno che se c’è una cosa che io ritengo sbagliata non la faccio, anche se è contro il mio interesse.

Io sono uno di quei consiglieri del Comune di Trieste che con il passaggio dall’ “indennità di presenza” (gettone) all’ “indennità di funzione” deliberata alla fine dello scorso anno ci viene guadagnare. (Qualcun’altro percepisce somme paragonabili, alti ancora ci perdono). Non che ritenga sbagliato essere pagato per funzione né che non trovi giusto essere pagato di più. Se ne può discutere  e l’argomento è complesso. Quello che non mi andava bene era di essere io ad “aumentarmi lo stipendio” votando una sifatta delibera. A suo tempo, consapevole anche che la modifica del sistema di pagamento avrebbe portato un incremento della spesa annua per il Comune di Trieste superiore a 100.000 euro rispetto l’anno precedente, non ho partecipato al voto. Nessun dubbio comunque sulla liceità, della delibera, che ho pure firmato in qualità di Presidente del Consiglio comunale.

Non essendo io uno che si approfitta delle circostanze, ho fatto due conti ed ho visto che l’aumento di indennità ottenuto con il cambio di sistema si aggira attorno a quattro mensilità (1.223,00 euro lordi al mese) per cui ho rinunciato allo “stipendio” per quattro mesi, come risulta dalla tabella sull’indennità di funzione e di presenza degli amministratori liquidate nel I quadrimestre 2019 recentemente diramata dagli Uffici del Comune di Trieste (da cui risulta che io ho percepito 509,00 euro lordi eerogati a gennaio relativi al dicembre 2018 quando valevano ancora i “gettoni”). Anche il prossimo quadrimestre mi verrà decurtato lo stipendio di 1.223,00 euro erogati a maggio relativi al mese di aprile 2019.

L’alternativa, suggerita anche nel corso del dibattito in Aula era quella di donare quanto percepito ad associazioni o persone bisognose. Io avrei avuto solo ‘imbarazzo delle scelta”, ma ritengo questa modalità molto simile al “voto di scambio” per cui ho preferito lasciare quanto a me dovuto alle casse comunali.

È una questione di “stile”!

 

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